Prima infangata e primo vero test per la Univega!

La biga

Ero in zona per commissioni così ho battezzato la zona di Castel San Pietro.

Due riflessioni sulla bicicletta:
la valutazione non può che passare inevitabilmente per il confronto con il telaio OnOne da combattimento in alluminio che usavo prima.
Devo riconoscere che questa biga mi ha dato gran soddisfazione. In fase di pedalata il telaio è rigido quanto basta per scaricare sui pedali tutta la smisurata potenza delle mie gambe
Nonostante il giro fatto non fosse tecnicamente esaltante è in quei rari pezzi di discesa un po' sconnessa oppure ripida e fangosa che la nuova amica tedesca mi ha sorpreso. La maggior capacità di assorbimento degli urti rispetto al vecchio telaio e veramente molto netta, la mia hardtail sbacchettava molto meno di quanto ero abituato. Questa è sicuramente una qualità di qualsiasi telaio in carbonio ben costruito, e direi che questo è uno di quelli. Ma la guidabilità è quello che mi ha spiazzato di più. Boia quanto mi sono divertito. La posizione molto centrale porta ad una guida molto sull'anteriore, e devo dire che ho trovato subito una confidenza che non mi aspettavo. Qui è forse anche complice il fatto che questa taglia M sembra fatta su misura per me (173cm di altezza, occhi castani, barba incolta).
Mo mi fermo se no poi sembra che esagero solo perchè ste bici le devo vendere. Però la verità e che sono proprio soddisfatto, sta bici mi piace c@$$o!

Due riflessioni sul giro:
come detto ero in zona quindi mi sono scaricato una traccia gps un po' a caso e sono andato. Il percorso era tecnicamente poco stimolante, ma abbastanza panoramico e piacevole. Poi il clima mite di questo finale di inverno, il sole tiepido tra filamenti di nuvolaglia svogliata, la voglia matta che avevo di pedalare in libertà su terraccia fradicia su cui non avevo mai messo le ruote, hanno contribuito a farmi passare due orette nella pace dei sensi. Qui è degno di nota il fatto che finalmente, dopo due anni dall'acquisto, ho imparato a usare il mio gps, grazie alla recente lezione del caro Sergio. Ho dunque potuto godermi il giro in zone sconosciute nella più totale serenità senza timore di perdermi,
Che poi va detto che così un po' si perde quel gusto dell'esplorazione che secondo me è l'anima della mountain bike. Ma quando tempo di perdersi non c'è l'apporto della tecnologia fa comodo.

Detto questo quindi
ringrazio Sergio per il suo compendio di cartografia digitale
ringrazio il tizio che si è preso lo sbattimento di caricare la traccia su mtb forum
ringrazio l'industria ciclistica per produrre mezzi sempre più divertenti da usare
ringrazio i calanchi di Castel San Pietro per la loro ospitalità
e sopratutto ringrazio la vita per avermi dato la capacità di apprezzare tutto questo

keep on ridin'